Hai ancora i centrini della nonna nei cassetti? Potresti avere un vero tesoro senza saperlo

di Luana Falcetta

I centrini all'uncinetto, un tempo trascurati, tornano a valere nel mercato del collezionismo e nell'arredo vintage, con prezzi sorprendenti per pezzi unici e rari.

Tra biancheria dimenticata e ricordi di famiglia, i vecchi centrini all’uncinetto possono oggi valere molto più di quanto immagini.

In molte case italiane c’è un cassetto che nessuno apre più. Dentro, avvolti nella carta velina o piegati con una cura che non usiamo più, ci sono i centrini della nonna. Piccoli, grandi, bianchi o leggermente ingialliti dal tempo, un tempo erano ovunque: sui mobili, sotto i soprammobili, sui televisori a tubo catodico. Oggi sembrano oggetti fuori moda, ma per chi sa guardare bene possono nascondere un valore reale, storico ed economico.

Negli ultimi anni, infatti, il mondo del collezionismo e dell’arredo vintage ha riscoperto questi manufatti artigianali, trasformando ciò che sembrava superato in un vero oggetto ricercato. E non parliamo solo di nostalgia.

Perché i centrini fatti a mano stanno tornando a valere

I centrini non erano semplici decorazioni. Ogni pezzo raccontava ore di lavoro, mani esperte e una tradizione tramandata di generazione in generazione. L’uncinetto artigianale richiedeva precisione, pazienza e una conoscenza dei punti che oggi è sempre più rara. Proprio questa rarità ha riacceso l’interesse.

Nel mercato attuale, dominato da produzioni industriali e tessuti sintetici, cresce la domanda di oggetti autentici. I centrini antichi, soprattutto quelli realizzati tra gli anni ’30 e ’60, rappresentano un esempio concreto di saper fare domestico italiano. Alcuni pezzi, in particolare quelli molto grandi o con disegni complessi a rosoni, vengono ricercati da interior designer, collezionisti e appassionati di recupero storico.

Non è raro che un centrino ben conservato, fatto interamente a mano, venga acquistato per essere incorniciato, trasformato in elemento decorativo moderno o riutilizzato come dettaglio di pregio in case arredate in stile minimal. Il contrasto tra antico e contemporaneo è diventato una cifra estetica molto apprezzata.

In alcuni casi, soprattutto per lavori unici o firmati, i prezzi possono sorprendere. Pezzi rari, di grandi dimensioni o con filati pregiati, possono raggiungere cifre che nessuno si aspetterebbe per un oggetto rimasto per decenni in un cassetto.

Come riconoscere se un centrino può avere valore oggi

Non tutti i centrini valgono allo stesso modo, ed è qui che entra in gioco l’occhio attento. Il primo elemento da osservare è la lavorazione. I centrini fatti a mano presentano piccole irregolarità, punti non perfettamente identici, una struttura viva che li distingue nettamente da quelli industriali.

Anche il filato è fondamentale. Il cotone spesso, il lino o i filati naturali di qualità hanno una resa diversa rispetto ai materiali moderni. Un centrino che mantiene consistenza, elasticità e un colore uniforme, nonostante l’età, è già un buon segnale.

La dimensione conta più di quanto si pensi. I centrini grandi, usati un tempo per tavoli importanti o credenze, sono più rari e quindi più richiesti. Lo stesso vale per i disegni complessi, con motivi floreali elaborati o geometrie molto fitte.

Infine, c’è l’aspetto più sottile ma spesso decisivo: la storia. Centrini realizzati per un corredo, per un matrimonio o provenienti da contesti familiari ben documentati possono acquisire un valore aggiuntivo. Non perché siano “antichi” in senso assoluto, ma perché raccontano un pezzo di vita reale.

Prima di disfarsene, vale sempre la pena farli vedere a un esperto di tessili antichi, a un mercatino specializzato o anche solo confrontare modelli simili nel mercato del vintage. In molti casi, ciò che sembrava solo un ricordo può rivelarsi una piccola scoperta.

Così, la prossima volta che apri quel cassetto, fermati un attimo. Quei centrini non sono solo decorazioni di un’altra epoca. Sono frammenti di tempo, di pazienza e di mani che lavoravano in silenzio. E oggi, più che mai, qualcuno è disposto a riconoscerne il valore.