Vinitaly accoglie 4mila aziende in cerca di nuovi mercati ed enoturisti

di Fabiola Landa

Il settore vinicolo italiano si appresta a vivere un momento cruciale con la 58/a edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile 2026. Questo evento, che si svolgerà presso Veronafiere, rappresenta un’opportunità fondamentale per le aziende del Made in Italy di mettere in mostra le proprie eccellenze e di attrarre nuovi consumatori, in particolare le nuove generazioni e gli appassionati di bevande a basso contenuto alcolico. Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato l’importanza di monitorare i mercati internazionali e le tendenze emergenti, affermando che è rischioso parlare di crisi, dato il trend positivo delle vendite e dell’export.

Vinitaly: un evento di riferimento per il settore vinicolo

La fiera di Vinitaly si preannuncia come un appuntamento di grande importanza, con la partecipazione di quasi 4.000 aziende italiane del settore vinicolo. Quest’anno si prevede un incremento significativo di operatori esteri, con oltre 1.000 buyer selezionati, provenienti da più di 130 Paesi, che saranno ospitati da Veronafiere e ICE Agenzia. Durante i quattro giorni di esposizione, l’Italia si confermerà come il principale produttore mondiale di vino, vantando una biodiversità senza pari nei vigneti. Con 670.000 ettari di vigneto e 530.000 aziende attive nel settore, la produzione enologica per il 2025 è stimata in 44,4 milioni di ettolitri, generando un fatturato di circa 14 miliardi di euro, secondo i dati forniti dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly.

Il vino italiano continua a costituire uno dei settori più dinamici del Made in Italy, con una bilancia commerciale attiva di 7,2 miliardi di euro all’anno e circa 870.000 occupati. Tuttavia, il valore delle vendite di vino italiane nel 2025 si attesta a 7,78 miliardi di euro, mostrando una contrazione del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in parte a causa dei dazi imposti dagli Stati Uniti. Il Ministro Lollobrigida ha annunciato che lo stand del Ministero dell’Agricoltura presenterà questi dati, evidenziando il supporto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha visto un aumento dei fondi per la filiera del vino da 100 milioni a 1,1 miliardi di euro.

Un mercato in evoluzione

Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, i consumatori di vino in Italia ammontano a circa 30 milioni, corrispondenti al 55% della popolazione. Sebbene il consumo di vino stia diminuendo, il numero di consumatori sta crescendo, con un notevole aumento tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni, che ha registrato un incremento dell’8% (dal 39% al 47%). Questo cambiamento è accompagnato da una stabilità nelle fasce di età più mature, che tendono a essere più sensibili al prezzo e a preferire il consumo domestico.

Il rapporto dei giovani con il vino è caratterizzato da curiosità e desiderio di affermazione personale, rendendo il vino un elemento di socializzazione e un must durante le uscite. Il conte Gaetano Marzotto ha sottolineato l’importanza di educare i consumatori a un consumo consapevole e di qualità, affermando che è compito del settore essere “missionari del vino italiano”.

Ottimismo tra i leader del settore vinicolo

Numerosi leader del settore vinicolo hanno espresso ottimismo riguardo al futuro del vino italiano durante l’evento. Josè Rallo di Donnafugata, Marco Caprai di Arnaldo Caprai e il marchese Piero Antinori hanno condiviso una visione positiva, evidenziando che l’Italia rappresenta un punto di riferimento mondiale nel campo enologico. Paolo Damilano ha sottolineato che, nonostante le attuali difficoltà, il momento di crisi non è strutturale, ma piuttosto il risultato di una serie di fattori sfavorevoli. Antinori ha concluso affermando la sua fiducia nel futuro del vino italiano, incoraggiando un approccio proattivo e di investimento nel settore.

Vinitaly si prospetta quindi come un’importante occasione per il rilancio e la valorizzazione del vino italiano, con l’obiettivo di attrarre nuovi consumatori e rafforzare la posizione del Made in Italy sui mercati internazionali.