Federvini evidenzia che il bere consapevole in Italia è al di sotto della media Ocse del 6%

di Beatrice Coletta

Un’indagine condotta dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Federvini, ha rivelato importanti informazioni sul consumo di bevande alcoliche in Italia. Questo studio, presentato il 9 marzo 2026 alla Camera dei Deputati durante l’evento “The Italian Way”, delinea un modello di consumo che si distingue per la moderazione, la cultura e la responsabilità, evidenziando come il bere in Italia sia un rituale profondamente legato ai momenti di convivialità e ai pasti.

Un approccio culturale al consumo di alcol

La ricerca ha messo in luce che il modo in cui gli italiani consumano alcol va oltre la mera moderazione; è fortemente influenzato dalle dinamiche sociali e dalle abitudini alimentari. I dati indicano che oltre l’80% del vino viene consumato durante i pasti, sia a pranzo che a cena, mentre più del 70% dei cocktail è associato agli aperitivi. Questi risultati confermano una tradizione che si integra perfettamente con i principi della Dieta Mediterranea, sottolineando il ruolo centrale della convivialità nel consumo di alcol.

Il modello italiano e la sua efficacia

Giacomo Ponti, presidente di Federvini, ha sottolineato come questo stile di vita risulti più efficace rispetto a politiche restrittive adottate in vari contesti internazionali. Secondo Ponti, il modello italiano ha creato una rete di imprese profondamente radicate nei territori, le quali non solo apportano un contributo significativo all’economia nazionale, ma diventano anche simboli di qualità nel panorama globale. Questo approccio si distingue per la sua capacità di promuovere un consumo responsabile, contrapposto a modelli più severi.

Il consumo di alcol in numeri

Con un consumo annuo di 8 litri di alcol pro capite, l’Italia si posiziona al di sotto della media dei Paesi OCSE, che è superiore del 6%. A livello europeo, il consumo italiano risulta notevolmente inferiore rispetto a quello dei Paesi dell’Europa centro-orientale e iberici, dove i valori oscillano tra gli 11 e i 12 litri. Inoltre, dal 2000 al 2022, il consumo nazionale di alcol ha mostrato una diminuzione del 17%, segnalando un cambiamento significativo nelle abitudini dei consumatori italiani.

Giovani e consumo responsabile

Un aspetto interessante emerso dall’indagine riguarda il consumo tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Questo gruppo mostra una tendenza a ridurre sia la frequenza di consumo che i comportamenti a rischio. Il dato sul consumo giornaliero in questa fascia di età si attesta al 5,7%, in netto contrasto con il 31,3% degli over 75, evidenziando una minore propensione al consumo abituale tra le generazioni più giovani. Questi risultati suggeriscono un cambiamento nelle abitudini di consumo, con i giovani che sembrano adottare un approccio più consapevole e responsabile nei confronti dell’alcol.