Il Tintore di Tramonti: un vino rosso che rappresenta la Costiera Amalfitana
Focus sul Tintore
- Luogo: Tramonti, Costiera Amalfitana
- Vitigno: Tintore, riconosciuto dal 2010
- Caratteristiche: Grappoli lunghi, buccia spessa, resistenza alle malattie
- Produzione: Raccolta manuale su terreni impervi
- Qualità: Profilo organolettico ricco e strutturato
Nel 2026, il comune di Tramonti, incastonato tra i Monti Lattari e il mare della Costiera Amalfitana, si distingue per un patrimonio viticolo di straordinaria rilevanza. Questa località è caratterizzata da vigne secolari a piede franco, simbolo di un impegno artigianale e di un’identità territoriale profonda, che contribuiscono a definire un profilo di produzione vinicola di nicchia e di elevato valore.
Tramonti si presenta come un angolo rurale che si estende tra le montagne e il Mediterraneo. I vigneti, situati a un’altitudine compresa tra i 250 e i 700 metri, si sviluppano su terrazzamenti storici, sostenuti da muretti a secco e protetti dalle brezze marine. Questa posizione privilegiata favorisce escursioni termiche che incidono positivamente sulla qualità delle uve.
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L’isolamento geografico di Tramonti ha permesso la conservazione di un patrimonio enologico di grande valore, tanto da far definire la zona come una sorta di “Pompei del vino”. I terreni, composti da tufo, calcare, sabbia e cenere vulcanica, hanno limitato la diffusione della fillossera, consentendo la sopravvivenza di numerosi ceppi a piede franco, alcuni dei quali superano i cento anni di età.
Tintore: il vitigno simbolo della Costa d’amalfi doc
Il Tintore ha origini che risalgono al Medioevo, ma è stato ufficialmente riconosciuto nella denominazione a partire dalla vendemmia del 2010. In passato, il termine “tintore” si riferiva a uve ricche di antociani, utilizzate per intensificare il colore dei vini, una pratica documentata già nel 1825 nel saggio di Giuseppe Acerbi, “Delle viti italiane”.
Studi recenti condotti dall’Università di Napoli Federico II e dal CREA Viticoltura ed Enologia hanno confermato il Tintore come un vitigno autonomo, distinto da altre varietà locali. Nella Costa d’Amalfi DOC, in particolare nella sottozona di Tramonti, il Tintore trova il suo areale più rappresentativo. La tradizionale pergola tramontina, realizzata con pali di castagno, protegge i grappoli dall’irraggiamento diretto, favorendo una maturazione lenta e uniforme.
Caratteristiche del tintore e gestione del vigneto
Dal punto di vista ampelografico, il Tintore si distingue per grappoli lunghi e spargoli, con acini dotati di buccia spessa. Queste caratteristiche conferiscono al vitigno una buona resistenza alle malattie e una maturazione completa anche in condizioni climatiche variabili.
Le rese del Tintore sono naturalmente contenute, un aspetto che in passato ha limitato la sua diffusione, ma che oggi rappresenta un elemento di qualità distintiva. La gestione dei vigneti, spesso prefillosserici, richiede lavorazioni manuali su terreni impervi, incidendo significativamente sui costi e sui volumi produttivi.
Profilo organolettico e abbinamenti
Nel calice, il Tintore si presenta con un colore rubino fitto, quasi impenetrabile. Il profilo olfattivo ricorda la mora selvatica, l’amarena e il pepe nero, con leggere sfumature ferrose.
Al palato, il vino è pieno e strutturato, con tannini compatti sostenuti da un’acidità viva che ne prolunga la persistenza. Con l’evoluzione, emergono sentori terziari di cuoio, tabacco e cioccolato, segno di una buona capacità di invecchiamento. La struttura e la componente tannica lo rendono adatto a piatti succulenti, sia di carne che di pesce, in particolare con preparazioni a base di maiale, vitello o pesce strutturato, dove la componente grassa bilancia l’intensità del vino.
Il tintore a tramonti: dalla tradizione alla vinificazione in purezza
Tradizionalmente, il vitigno di Tramonti è stato utilizzato in assemblaggio con il Piedirosso. Tuttavia, alcune aziende hanno iniziato a valorizzare l’espressione in purezza del Tintore. Tra i pionieri, spicca la cantina di Giuseppe Apicella, con “A’ Scippata”, un’etichetta che prende il nome da un vigneto del 1933, ricavato sottraendo terreno al bosco di castagni.
Produzioni in purezza sono disponibili anche presso Tenuta San Francesco con “È ISS”, un Tintore pre-fillossera ottenuto da vigneti storici, vinificato con fermentazione in acciaio e successivo affinamento tra botte e bottiglia.
Nel borgo di Gete, la Cantina Reale produce un Tintore “Borgo di Gete”, caratterizzato da un profilo più orientato su note minerali e macchia mediterranea, utilizzando vigne a piede franco impiantate nei primi decenni del Novecento.
Un vitigno di nicchia a forte identità
Il Tintore non è un vino di immediata accessibilità, richiedendo attenzione e contesto. La sua identità si definisce nell’equilibrio tra acidità, struttura e concentrazione, elementi che riflettono un territorio complesso e una viticoltura ancora fortemente manuale.
A Tramonti, la produzione rimane limitata, ma rappresenta un segmento preciso del patrimonio vitivinicolo campano, riconoscibile per carattere e continuità nel tempo. Questo vino, profondo e strutturato, racconta un paesaggio di mare e montagna, rappresentando l’anima di Tramonti, raro e ostinato come le vigne che lo generano.
