Guerri annuncia il rilancio del Parco di Pinocchio, escludendo il luna park

di Fabiola Landa

Il Parco di Pinocchio, situato a Collodi, nella provincia di Pistoia, ha avviato la stagione 2026 sotto la nuova direzione di Collodi Edutainment. Questa società, parte di Fabrizio Bertola Holding, ha preso il posto della Fondazione Nazionale Carlo Collodi con l’intento di rilanciare il parco dedicato alle famose “Avventure di Pinocchio”, scritte da Carlo Lorenzini.

Ambizioni e obiettivi della nuova gestione

Durante l’inaugurazione, Giordano Bruno Guerri, presidente di Collodi Edutainment, ha delineato le sue ambizioni, puntando a raddoppiare il numero di visitatori, attualmente fissato a 65.000 all’anno, entro il 2028. Guerri ha richiamato alla sua esperienza al Vittoriale degli Italiani, dove è riuscito a trasformare una flessione di 10.000 visitatori all’anno in oltre 300.000 ingressi, rendendo il museo uno dei più visitati a livello globale. La sua strategia si basa su un approccio innovativo e sull’implementazione di eventi che attraggano un pubblico diversificato.

Gestione integrata del parco e delle attrazioni circostanti

Collodi Edutainment non si limiterà alla gestione del Parco di Pinocchio, ma si occuperà anche del Giardino storico Garzoni e della Casa delle Farfalle. Per affrontare le difficoltà economiche preesistenti, la società ha deciso di anticipare dieci anni di affitto, una mossa strategica per garantire la sostenibilità finanziaria del parco. Nel frattempo, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi si concentrerà su eventi culturali, in particolare quelli legati al bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini, un appuntamento significativo previsto per il 2026.

Il valore culturale e la sostenibilità del parco

Guerri ha descritto Collodi come il “cuore del mondo delle favole”, enfatizzando che il parco non sarà un semplice luna park, ma un luogo dove i visitatori potranno divertirsi e apprezzare opere artistiche. Il governatore della Toscana, Eugenio Giani, ha manifestato la sua fiducia nel progetto, sottolineando l’importanza di Pinocchio come simbolo della regione e lodando l’affidabilità di Guerri nella gestione.

Un aspetto cruciale dell’operazione riguarda la situazione economica del parco. Guerri ha rassicurato che i debiti precedenti non ammontano più a milioni di euro e che la questione con il Comune di Pescia è stata risolta attraverso un piano di rateizzazione. Questa strategia consente una gestione più serena e garantisce che nessun dipendente perderà il proprio posto di lavoro. Guerri ha anche affermato che la cultura può rappresentare un settore redditizio, paragonando l’offerta culturale a un piatto di caviale, a condizione che sia adeguata e attrattiva. Con Pinocchio, Guerri si sente avvantaggiato, poiché il personaggio gode di una popolarità universale, a differenza di altre figure storiche che richiedono un lavoro di riabilitazione dell’immagine.