La nuova proposta di Lungarotti a Montefalco: Sagrantino e Trebbiano Spoletino

di Luana Falcetta

La Tenuta Brancalupo, situata a Montefalco, ha avviato un ambizioso progetto enologico nel 2026, focalizzandosi su due varietà emblematiche: il Sagrantino e il Trebbiano Spoletino. Questa iniziativa rappresenta un’evoluzione della storica tradizione vinicola della famiglia Lungarotti, integrando un forte senso di identità territoriale, eleganza stilistica e sostenibilità. L’obiettivo è quello di reinterpretare il patrimonio vitivinicolo umbro attraverso una visione moderna e innovativa.

Con una superficie vitata di 16 ettari, la Tenuta Brancalupo si impegna a onorare l’eredità di Giorgio Lungarotti, un pioniere dell’enologia italiana che ha contribuito a posizionare l’Umbria sulla mappa vitivinicola internazionale. La tenuta si propone di ridefinire il profilo dei vini, mantenendo un legame profondo con il territorio e rispondendo alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.

Il rinnovamento del Sagrantino e del Trebbiano spoletino

Il progetto della Tenuta Brancalupo, avviato nel 2000 e rinnovato nel 2024, si propone di ridefinire lo stile e l’identità dei vini prodotti. L’attenzione si concentra su due varietà emblematiche: il Sagrantino, simbolo indiscusso di Montefalco, e il Trebbiano Spoletino, un vitigno bianco autoctono sempre più riconosciuto nel panorama vinicolo italiano.

Il Sagrantino, noto per la sua complessità, viene reinterpretato per raggiungere un equilibrio e una bevibilità superiori, senza compromettere la sua struttura. Chiara Lungarotti, attuale leader dell’azienda, sottolinea l’importanza di lavorare sul tannino già in vigna, per produrre vini che possano essere apprezzati anche in giovane età, mantenendo però la loro capacità di evoluzione nel tempo.

Il Sagrantino: un vino accessibile e profondo

La nuova interpretazione del Sagrantino si distacca dalle versioni più austere del passato, avvicinandosi a un profilo più elegante e accessibile. La sfida consiste nel mantenere la ricchezza e la complessità del vino, rendendolo al contempo più fruibile per un pubblico ampio. La Tenuta Brancalupo punta a creare un Sagrantino che possa essere apprezzato non solo dagli intenditori, ma anche da chi si avvicina per la prima volta a questo vitigno.

Il Trebbiano spoletino: una nuova chiave di lettura per Montefalco

In parallelo al Sagrantino, il progetto della Tenuta Brancalupo valorizza il Trebbiano Spoletino, una varietà storica che sta emergendo come uno dei bianchi più promettenti dell’Italia centrale. Il Trebbiano Spoletino DOC 2024 rappresenta un passo significativo per la tenuta, presentandosi come un vino elegante, fresco e minerale. Questa nuova proposta amplia l’identità produttiva della tenuta, tradizionalmente focalizzata sui vini rossi, segnando un cambiamento di paradigma per Montefalco, che si apre a nuove interpretazioni.

Sostenibilità e le “5 C” di Lungarotti

Il progetto enologico della Tenuta Brancalupo si inserisce in una visione più ampia di sostenibilità. La famiglia Lungarotti ha adottato la certificazione VIVA, promuovendo un modello produttivo che si basa su un’agricoltura responsabile e attenta all’ambiente. La filosofia aziendale si articola attorno alle 5 C: Campagna, Cantina, Cultura, Comunità e Continuità. Questo approccio mira a garantire la qualità del vino, il rispetto per l’ambiente e la responsabilità sociale, con l’intento di superare gradualmente la conduzione biologica in favore di pratiche più efficaci nella riduzione dell’impatto ambientale.

La cantina come spazio di relazione con il territorio

La cantina di Tenuta Brancalupo, situata in una villa immersa nei vigneti, è concepita come un luogo di silenzio e contemplazione, in armonia con il paesaggio umbro. Oltre alla produzione vinicola, cresce l’interesse per l’enoturismo, con esperienze progettate per offrire un contatto diretto con il territorio e la cultura vinicola locale.

Montefalco: tradizione e innovazione

Il progetto della Tenuta Brancalupo a Montefalco si muove lungo un percorso chiaro: mantenere il legame con la tradizione, aggiornando al contempo il linguaggio del vino. Il Sagrantino e il Trebbiano Spoletino diventano così due facce della stessa medaglia, rappresentando rispettivamente la profondità e la memoria del territorio e la sua capacità di evolversi e abbracciare nuove prospettive. Questo approccio non mira a una rottura, ma a una continuità consapevole, in cui il vino diventa un’espressione autentica dell’identità e del paesaggio umbro.