Osservatorio UIV-Vinitaly: cresce il numero di consumatori di vino in Italia, i giovani tornano protagonisti
In breve
- Chi: Carlo Flamini
- Cosa: Presentazione del report sull'eno-consumatore italiano
- Dove: Roma
- Quando: 2 dicembre 2026
- Perché: Evidenziare i cambiamenti nei comportamenti di consumo del vino
Il report recentemente presentato a Roma, durante l’anteprima di Vinitaly 2026, ha delineato un nuovo profilo dell’eno-consumatore italiano, rivelando un panorama in evoluzione. I dati forniti dall’Osservatorio UIV-Vinitaly evidenziano un cambiamento significativo nei comportamenti di consumo, con una diminuzione dei bevitori quotidiani e un incremento del consumo occasionale, accompagnato da un sorprendente coinvolgimento della Generazione Z.
Il profilo attuale dei consumatori di vino in italia
In Italia, i consumatori di vino ammontano attualmente a poco meno di 30 milioni, corrispondenti al 55% della popolazione. Questo dato, presentato il 2 dicembre 2026 durante l’anteprima romana di Vinitaly 2026, indica una stabilità nel numero di consumatori rispetto agli ultimi cinque anni e una crescita rispetto al 2011. Tuttavia, il report sottolinea che il calo dei consumi non rappresenta una fuga dal vino, ma una trasformazione nelle modalità di consumo, suggerendo un approccio più consapevole e moderato.
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Frequenza di consumo: un cambiamento significativo
Il report mette in evidenza un cambiamento notevole nella frequenza di consumo. Attualmente, il 61% degli italiani consuma vino saltuariamente, mentre solo il 39% lo fa quotidianamente. Questo dato, in netto contrasto con il 2006, riflette una diminuzione del consumo abituale, specialmente tra le fasce più mature della popolazione. L’Osservatorio interpreta questa evoluzione come un segnale di un rapporto più maturo con il vino, meno automatico e più legato a un consumo consapevole, incentrato su piacere, qualità e contesto.
Il ruolo dei giovani nel consumo di vino
Uno degli aspetti più interessanti del report riguarda i giovani. Contrariamente a quanto si pensasse, la fascia di età 18-24 anni ha visto un incremento significativo dei consumatori, passando dal 39% al 47% dal 2011, un aumento di 8 punti percentuali. Nonostante la loro presenza complessiva rimanga ridotta, i dati indicano che i giovani non rifiutano il vino, ma costruiscono lentamente una relazione con esso. Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio UIV-Vinitaly, sottolinea che il vino acquista centralità man mano che si cresce, accompagnando l’evoluzione delle abitudini di consumo.
Le preferenze della generazione z
Per i giovani della Generazione Z, il gusto rappresenta il principale criterio di scelta del vino, con il 50% che afferma di scegliere in base a quanto “mi piace”. Al contrario, tra i Boomers, il 70% indica l’abbinamento con il cibo come motivazione principale. Inoltre, i giovani mostrano una forte componente identitaria legata al vino, con frasi come “ti rende sofisticato” e “è fashion” che rappresentano il 43% delle motivazioni di consumo, a fronte del solo 7% tra i Boomers. Questo suggerisce che per i più giovani il vino non è solo un accompagnamento al pasto, ma un simbolo di affermazione sociale.
Spesa e consumo fuori casa
Il report mette in luce anche la maggiore disponibilità di spesa tra i giovani, in particolare per il consumo fuori casa. Il scontrino medio per la Generazione Z arriva a 18 euro, rispetto a una media di circa 10 euro. La tendenza a consumare vino al di fuori dell’ambito domestico è evidente, con il 97% della Gen Z e l’87% dei Millennials che scelgono di bere vino fuori casa, in contrapposizione al 64% dei Boomers. I ristoranti emergono come i luoghi preferiti, con l’86% della Gen Z e il 76% dei Millennials che li scelgono, suggerendo un consumo meno rituale e più legato all’esperienza sociale.
Moderazione e cambiamento nei consumi
L’Osservatorio chiarisce che il calo dei consumi non è attribuibile ai giovani, ma è il risultato di una generale moderazione. Le riduzioni osservate negli ultimi anni sono principalmente dovute a una maggiore saltuarietà del consumo e a una diminuzione delle quantità giornaliere bevute, specialmente tra i consumatori più maturi. Si assiste a un processo di moderazione, con una riduzione del consumo eccessivo e un aumento di comportamenti orientati a quantità più contenute, come 2-3 bicchieri al giorno.
Vinitaly 2026 e il futuro del vino in italia
La riflessione sul profilo del consumatore italiano continuerà a Vinitaly 2026, che si svolgerà a Verona dal 12 al 15 aprile 2026. Durante l’evento, sarà presentata l’indagine “Il consumatore al centro: la nuova alleanza tra vino e ristorazione”, realizzata dall’Osservatorio Vino e Ristorazione di UIV-Fipe in collaborazione con Vinitaly. Il messaggio che emerge dal report è chiaro: il vino in Italia non perde consumatori, ma evolve nel modo in cui viene scelto e vissuto, con le nuove generazioni che rappresentano una chiave fondamentale per il futuro del settore.
