Cereali a rischio estinzione, la FAO lancia l’allerta per il futuro del nostro cibo nel 2027

di Fabiola Landa

La recente allerta lanciata dalla FAO sul futuro dei cereali rappresenta campanello d’allarme che non possiamo ignorare. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, i cereali che conosciamo e apprezziamo potrebbero essere a rischio estinzione entro il 2027. Un dato che solleva interrogativi sulla sicurezza alimentare globale e sulla nostra capacità di nutrirci. La questione è complessa e coinvolge vari aspetti, dalla crescente dipendenza dai fertilizzanti chimici alla perdita di biodiversità agricola. Ma cosa implica tutto ciò per il nostro cibo quotidiano e per i metodi di produzione?

La biodiversità agricola in crisi

Un punto cruciale della questione è la biodiversità agricola, che sta subendo una progressiva erosione. Secondo la FAO, circa il 75% delle varietà di piante coltivate è andato perso negli ultimi 100 anni. Questo significa che stiamo perdendo cereali. E in più altre colture fondamentali per la nostra alimentazione. In passato, la varietà delle coltivazioni garantiva una maggiore resilienza alle malattie e ai cambiamenti climatici. Oggi, invece, ci troviamo a dipendere da un numero sempre più ridotto di varietà, aumentando i rischi per la produzione alimentare.

Prendiamo ad esempio il grano, una delle colture più consumate al mondo. La sua produzione si basa principalmente su poche varietà, spesso selezionate per la loro resa piuttosto che per la loro resistenza. Questo approccio ha reso le coltivazioni più vulnerabili, esponendole a malattie e parassiti. La perdita di varietà comporta anche una diminuzione del sapore e del valore nutrizionale. Infatti, molte varietà tradizionali di cereali, coltivate dai nostri nonni, erano più nutrienti rispetto a quelle attualmente in commercio.

Fertilizzanti chimici e degrado del suolo

Un altro aspetto fondamentale è l’uso eccessivo di fertilizzanti chimici. Questi prodotti, sebbene abbiano aumentato la produttività agricola nel breve termine, hanno anche deteriorato il suolo, con conseguenze potenzialmente devastanti nel lungo periodo. La FAO segnala che il 33% dei terreni agricoli a livello globale è già degradato, un fattore che compromette la capacità di produrre cibo sufficiente per una popolazione mondiale in crescita.

La qualità del suolo è cruciale per la salute delle piante. Un suolo sano è ricco di microorganismi e sostanze nutritive, mentre l’uso eccessivo di fertilizzanti chimici può ridurre la biodiversità del suolo, rendendolo meno fertile nel lungo termine. i fertilizzanti possono inquinare le falde acquifere e i corsi d’acqua, creando un circolo vizioso che danneggia ulteriormente l’ecosistema. La FAO sottolinea l’importanza di adottare pratiche agricole più sostenibili, come l’agricoltura biologica e la rotazione delle colture, per preservare la fertilità del suolo e la biodiversità.

Le sfide del cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è un’altra minaccia significativa per la produzione di cereali. L’aumento delle temperature, le variazioni delle precipitazioni e la crescita della frequenza degli eventi climatici estremi, come siccità e alluvioni, stanno influenzando negativamente le rese agricole. La FAO stima che, se non si interviene, nei prossimi decenni la produzione di cereali potrebbe diminuire drasticamente nelle regioni più vulnerabili, aggravando la crisi alimentare globale.

Le regioni subtropicali e tropicali sono particolarmente a rischio. Qui, la combinazione di temperature elevate e scarsità d’acqua può compromettere gravemente la coltivazione di cereali fondamentali come riso e mais. In questi contesti, è cruciale implementare strategie di adattamento, come l’utilizzo di varietà di cereali più resistenti al clima e pratiche di irrigazione più efficienti. Solo che ciò richiede investimenti significativi e una pianificazione a lungo termine, che attualmente non sembrano essere una priorità per molti Paesi.

Iniziative globali per preservare i cereali

In risposta a questa situazione preoccupante, sono state avviate diverse iniziative globali per preservare la biodiversità agricola e garantire un futuro sostenibile per i cereali. Una di queste è il Global Plan of Action for the Conservation and Sustainable Utilization of Plant Genetic Resources for Food and Agriculture, che mira a promuovere la conservazione delle varietà tradizionali e a incentivare la ricerca per lo sviluppo di nuove varietà più resistenti. Ma la sfida è enorme e richiede la collaborazione di governi, agricoltori e ricercatori.

Un altro esempio è il International Treaty on Plant Genetic Resources for Food and Agriculture, che incoraggia i Paesi a condividere e scambiare germoplasma, favorendo la diversità genetica delle colture. L’idea è che un approccio collaborativo possa rafforzare la resilienza delle comunità agricole in tutto il mondo, garantendo al contempo una maggiore sicurezza alimentare.

In Italia, diversi progetti locali si dedicano al recupero di varietà di cereali tradizionali, come il grano Senatore Cappelli, una varietà di grano duro quasi dimenticata. Questi sforzi possono contribuire a preservare la biodiversità. E in più a valorizzare le produzioni locali e a sostenere l’economia rurale.

Il ruolo dei consumatori nella sostenibilità

Ma cosa possiamo fare noi consumatori per contribuire a questa causa? La risposta è semplice: scegliere prodotti locali e sostenibili. Optare per cereali provenienti da agricoltura biologica o biodinamica significa sostenere pratiche agricole più rispettose dell’ambiente e della biodiversità. E poi acquistare prodotti locali aiuta a mantenere vive le tradizioni culinarie e a ridurre l’impatto ambientale legato ai trasporti.

È altresì importante educare i consumatori sull’importanza della diversità alimentare. Molti di noi sono abituati a trovare sugli scaffali dei supermercati solo alcune varietà di cereali, ma esistono molte altre opzioni, come farro, orzo e segale, che meritano di essere riscoperti. Queste varietà non solo sono spesso più nutrienti, ma possono anche offrire un sapore diverso e interessante ai nostri piatti.

Affrontare le sfide per il futuro dei cereali

Nei prossimi mesi le sfide sono molte, ma ci sono anche opportunità per ripensare il nostro approccio alla produzione alimentare. La tecnologia offre strumenti innovativi, come l’uso di dati satellitari per monitorare le coltivazioni e l’impiego di biotecnologie per sviluppare varietà più resistenti. Però è fondamentale che queste innovazioni vengano utilizzate in modo responsabile e sostenibile, tenendo conto della biodiversità e della salute del suolo.

Ah, è imperativo che i governi e le istituzioni internazionali attuino politiche che incentivino l’agricoltura sostenibile e la conservazione della biodiversità. Investire nella ricerca e nello sviluppo di pratiche agricole ecologiche può garantire un futuro più sicuro e sostenibile per tutti. È una questione di responsabilità, nei confronti delle generazioni future. E in più nei confronti dell’ambiente che ci circonda.

La situazione dei cereali a rischio estinzione solleva interrogativi fondamentali sulla nostra alimentazione e sui metodi di produzione del cibo. La crisi della biodiversità agricola, l’uso di fertilizzanti chimici e il cambiamento climatico sono fattori che richiedono attenzione e azione immediata. Solo attraverso uno sforzo collettivo e consapevole possiamo garantire un futuro in cui i cereali e le piante che ci nutrono continuino a prosperare, mantenendo viva la nostra cultura alimentare e la sicurezza nutrizionale. È cruciale iniziare a percorrere questa strada ora, prima che sia troppo tardi.